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<title>Genius Comunication</title>
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<title>Giulia Carcasi - Io sono di legno</title>
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<published>2013-05-08T00:13:55+02:00</published>
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<summary> &amp;nbsp;   Cara Giulia,    tu guardi i vestiti che aggiusto e mi credi una...</summary>
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&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Cara Giulia,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; tu guardi i vestiti che aggiusto e mi credi una maga: pensi che le stoffe possono essere cucite, scucite, allungate, accorciate, un rammendo e ti sembrano nuove. Col tempo sai che camuffare gli abiti è un’arte da poco: sotto la toppa resta il buco. Bisogna arrendersi ai buchi, prima o poi vanno guardati da parte a parte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; E io, oggi, questo sguardo che attraversa, ce l’ho.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Era una famiglia affollata la mia, ci teneva compagnia una radio rumorosa come un calabrone, ci arrivavano i balli dalla faccia allegra dell’America, chiedevamo al futuro di fare in fretta e di essere migliore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; A tavola si controllava il piatto dell’altro per poter gridare all’ingiustizia, ma quando ti accorgevi che l’ingiustizia era comune, potevi solo stare zitto e abbracciato. Di abbracci eravamo esperti, era il nostro antidoto, il meno costoso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://geniuscomunication.myblog.it/media/02/01/2463923801.jpeg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-2370546&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://geniuscomunication.myblog.it/media/02/01/2933240194.jpeg&quot; alt=&quot;libri, scrittori&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Capitava che mentre lavoravi ti accorgevi di uno sguardo e il carico delle giornate si dimezzava.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Amore non era aggiunta, era sottrazione, era sconto di peso, era Carlos. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Lo so che si dice “l’ho amato con tutto il cuore”, ma io l’ho amato anche con i reni e la milza e lo stomaco, l’ho amato come solo una folle ama.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Lavoravo in un lanificio, conciavamo lana alpaca e la vendevamo agli stranieri, quelli attraccavano una volta l’anno le navi cargo, compravano a due soldi e rivendevano a mille. E perché il lavoro di un uomo ha un costo diverso da un paese all’altro, non l’ho ancora capito, per me lo sforzo è sforzo dappertutto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Carlos caricava la merce sul camion e andava al porto a consegnarla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Era una vita di schiena tesa: la nostra pelle indurita era scorza di guerrieri inca che non hanno altra armatura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; “Tu mi asciughi il sudore” mi diceva, per quella fatica di giorno che l’amore di notte tamponava. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; “E tu mi asciughi il sangue” rispondevo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Sì, mi asciugava il sangue, si dileguava appena lui mi baciava.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; “Potrei pungermi con l’ago, potrebbero spararmi, potrebbero investirmi, ma da quelle ferite non uscirebbe una goccia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Mentre tu mi baci, io non posso morire, io non posso sentire il dolore di un taglio, qualunque disgrazia accada, mentre tu mi baci, io non posso soffrire. Perchè tu mi asciughi il sangue.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Siamo stati vicini, tanto vicini che non lo riuscivi a distinguere il mio odore dal suo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Eravamo un bel quadro senza cornice, volevamo comprare una casa e i soldi da parte non arrivavano mai alla cifra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Qualcuno ci aveva parlato dell’Italia, era lì che la nostra lana finiva, dicevano che era la terra dei miracoli, in pochi c’erano stati, non eravamo gente che va.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; “Io vado” ha detto un giorno Carlos.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; “Dove?”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; “Incontro ai miracoli.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; “A che serve? Tanto vale che aspetti: il miracolo prima o poi dovrà passare di qui.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; “No, Sofia, il miracolo s’è scordato e non passa più: vado. Ti comprerò un vestito che riprenda i tuoi capelli blu, che solo tu ce li hai così, in tutto il Perù non ce n’è una che ha i tuoi capelli.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; E mentre prometteva ricchezze, splendeva anche lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Io no, io non splendevo, la fatica mi aveva insegnato a non credere ai soldi che stanno negli occhi e nella bocca, credevo ai soldi che si tengono in tasca, che si nascondono sotto il materasso e ogni tanto vanno controllati per assicurarsi che ci siano ancora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Ma Carlos sognava e chi ero io per negargli un sogno: sarebbe stato lontano un anno, cosa conta un anno nell’eternità di due persone destinate?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; “Vai” gli ho detto e in tre lettere c’era l’oceano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Ha usato i nostri risparmi per viaggiare su quella nave cargo: è stato il carico più pesante che ho visto andare via.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Dopo qualche mese ho saputo che lavorava in una ditta di traslochi, lo pagavano bene, era felice e io con lui. Mi scriveva, ma le lettere che scriveva “oggi” arrivavano venti giorni dopo e io impazzivo al pensiero che quelle parole fossero già invecchiate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Sono passati anni, tanti che non riuscivo a tenerli in una mano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Mi sono imbarcata anch’io su quella nave, una donna folle in mezzo a lana alpaca, una donna impulsiva in mezzo a quell’odore di animale e istinto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; L’istinto fa fare cose irragionevoli, Giulia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Io ero su quella nave per istinto e chissà cosa m’ero messa in testa di fare, trovarlo, trovarlo ovunque fosse, dirgli “questa non è casa tua, io sono casa tua, riprendi la strada del mio destino”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; L’ho cercato all’indirizzo dove gli spedivo le lettere, “ha cambiato casa” mi hanno detto i nuovi inquilini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; L’ho cercato al lavoro, “ha cambiato lavoro” mi ha detto il suo capo e poi, con una nota di rimprovero, “s’è messo a fare il difficile da quando s’è sposato”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Si era sposato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Non m’importava quando, dove, con chi, se era bella, più bella, se lo faceva ridere, se era ricca, non m’importava verificare con gli occhi: alle brutte notizie si crede ciecamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Non avevo più soldi per tornare indietro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Non avevo più orgoglio per tornare al mio paese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Volevo stare tra gente che non parlava la mia lingua, che domandava e non capivo, avevo voglia di non capire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; È così che si parte e si resta. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; C’è una storia che raccontano dalle mie parti, una storia adatta a quelli che inciampano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; “Puoi camminare guardandoti i piedi e allora, è raro, ma potrai inciampare lo stesso; di sicuro, perderai un tramonto che si spegne davanti a te, i disegni di uno stormo di uccelli sulla tua testa. Oppure puoi camminare guardandoti attorno, quasi sicuramente inciamperai, però avrai raccolto i regali della terra.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Io non ho dato retta a questa storia, io dopo aver inciampato, ho smesso di camminare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; I miei capelli blu li ho coperti con un velo, che nessuno potesse dire che non ce n’era un’altra con i miei capelli. Ho fatto un patto con Dio e per un po’ ha funzionato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Poi sei arrivata tu.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; M’incantava sentire i racconti dei balli, i baci che davi risvegliavano i miei.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Il venerdì è diventato festa con te e Roma sorridente come non l’avevo mai vista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Saliamo sull’autobus e un uomo mi lascia il posto, è gentile, è vestito bene, ha i capelli curati e un figlio, ma ha quella faccia e io quella faccia me la porto dentro, non posso non riconoscerla, forse ci sono sei facce al mondo come la sua, ma tutte e sei assomigliano a quella che io ho amato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Basta un attimo e ti accorgi che il velo copre, non cambia. Ho imparato i comandamenti e il rosario, ma rinunciare a un dolore non si può.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Non credo al perdono. Il male fatto resta ed è una faccenda tra uomini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; Dio non c’entra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Sofia&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Rientro dalle ferie? Possiamo cambiare la nostra vita</title>
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<summary>   Sono cominciati i primi rientri dalle ferie, quest'anno in alcuni casi...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Sono cominciati i primi rientri dalle ferie, quest'anno in alcuni casi molto brevi a causa della crisi. Molte persone verranno assalite da malinconia e, in alcuni soggetti molto predisposti, ci potrebbero essere anche condizioni di stress e depressione. Il consiglio è quello di sfruttare le ferie appena trascorse per &quot;resettare&quot; la nostra mente: ecco il consiglio dello psichiatra Massimo Di Giannantonio, docente di Psichiatria all'università D'Annunzio di Chieti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&quot;In questo periodo - dice l'esperto all'Adnkronos Salute - occorre tentare di fermare la clessidra del tempo, sfruttando il momento in cui si torna dalle vacanze e rendendolo un antagonista del ritorno al passato. La ripresa della vita di tutti i giorni, del lavoro, può essere considerata come un bivio: o si torna alle vecchie abitudini o si cerca di cambiare e di crearsi una vita tutta nuova. L'esperienza della vacanza porta con sé un bagaglio di enormi possibilità: innanzitutto quella di poter eseguire un 'set-up' della nostra mente grazie al fatto che abbiano ricaricato le batterie e abbiamo dato nuovo impulso alla nostra creatività. Abbiamo potuto riflettere su cosa ci piaceva e cosa non ci piaceva della vita pre-ferie e ora possiamo cambiare la nostra vita rivedendo i nostri rapporti, le amicizie, gli affetti&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Secondo lo psichiatra grazie al relax della villeggiatura appena trascorsa possiamo veramente cambiare la nostra vita, a cominciare dall'imminente ritorno alla quotidianità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://geniuscomunication.myblog.it/media/01/02/1864862939.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-2096983&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://geniuscomunication.myblog.it/media/01/02/2042760724.jpg&quot; alt=&quot;4e57cbe7.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Saamiya: la storia di un'atleta che  ha perso la vita in una carretta del mare</title>
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<summary>  È stata la scrittrice italo-somala Igiaba Scego sul blog Pubblico a...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;È stata la scrittrice italo-somala Igiaba Scego sul blog Pubblico a raccontare la storia di Saamiya Yusuf Omar, una bellissima ragazza che aveva partecipato alle Olimpiadi di Pechino 2008. Era arrivata ultima nella gara dei 200 metri, ma per lei tagliare il traguardo era già una vittoria. A Londra 2012 però non ce l'ha fatta ad arrivare, la sua vita è finita nel Mediterraneo, in una carretta del mare partita dalla Libia, nel tentativo di arrivare in Italia.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Le notizie su di lei sono veramente poche. A parte la qualificazione e la partecipazione a Pechino 2008, nei 200 metri, sappiamo che ha disperatamente cercato un allenatore che potesse farla arrivare alle Olimpiadi di Londra, effettuando un viaggio interminabile in Etiopia. I suoi sogni si sono però infranti in un giorno di Agosto, nel mar Mediterraneo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://geniuscomunication.myblog.it/media/00/02/9858527.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-2096101&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://geniuscomunication.myblog.it/media/00/02/3535768834.jpg&quot; alt=&quot;Samia-Yusuf-Omar.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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<title>Famiglia vive rispettando gli orari di Marte</title>
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<summary>  David Oh è un flight director che ha curato il viaggio di &quot;Curiosity&quot;, la...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;David Oh è un flight director che ha curato il viaggio di &quot;Curiosity&quot;, la navicella della Nasa che è appena arrivata su Marte. Durante le missioni su Marte gli scienziati&amp;nbsp; e gli ingegneri lavorano adattandosi ai tempi del pianeta rosso, ma questa volta il signor Oh ha coinvolto tutta la sua famiglia, imponendo il ritmo del tempo di Marte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Le giornate su Marte durano 39 minuti e 35 secondi in più rispetto alla Terra.&amp;nbsp; Il ritardo si aggiunge naturalmente ogni giorno, tanto che alla famiglia Oh è capitato di far colazione alle 15, pranzo alle 20, cena alle 2.30 di notte e dessert alle 5 di mattina, prima di andare a letto a dormire. &quot;Siamo tutti un po' assonnati&quot; ha spiegato la moglie di Oh, Bryn, raccontando però che non riusciva a resistere alla tentazione di far vivere ai figli di 8 e 10 anni un'avventura marziana durante le vacanze estive. Per poter dormire anche quando fuori c'è il sole, le camere da letto di casa Oh sono state coperte con carta stagnola e tessuto in modo da non far passare la luce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://geniuscomunication.myblog.it/media/01/00/3274012129.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-2096065&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://geniuscomunication.myblog.it/media/01/00/849652930.jpg&quot; alt=&quot;detail-curiosity.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Biglietto del gratta e vinci sbagliato: vince un milione di dollari</title>
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<summary>  Richard Brown di Taunton, nello stato americano del Massachusetts, ha...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Richard Brown di Taunton, nello stato americano del Massachusetts, ha deciso di comprare un biglietto del gratta e vinci ma, dopo averlo chiesto al commesso del negozio, se ne è visto consegnare uno diverso da quello indicato. Brown non si è lamentato e ha accettato di buon grado il biglietto che gli è stato consegnato. Mai scelta è stata più felice: l'uomo ha infatti vinto un milione di dollari. Richard Brown aveva deciso di comprare il biglietto &quot;Blue ice 7s&quot;, ma il commesso gli aveva dato distrattamente un gratta e vinci &quot;Sizzlin 7s&quot;. Il vincitore ha annunciato che userà parte della somma per ristrutturare il tetto della sua casa e parte per un viaggio a San Francisco.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://geniuscomunication.myblog.it/media/01/02/182145531.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-2095166&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://geniuscomunication.myblog.it/media/01/02/3812394211.jpg&quot; alt=&quot;C_2_articolo_1041749_imagepp.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Sfiorata la rissa all'elezione di Miss Liguria</title>
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<summary>  Colpo di scena all'elezione di Miss Liguria, che si è svolta la notte...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Colpo di scena all'elezione di Miss Liguria, che si è svolta la notte scorsa sul lungomare di Rapallo. Per decretare il nome della vincitice è stato necessario ricorrere ad un doppio turno di votazione e all'intervento dell'uficio legale del concorso. La prima votazione aveva decretato la vittoria di Susanna Mussi,24 anni di Chiavari, istruttrice di tennis, con 89 voti; ma in seguito ad un controllo delle schede gli organizzatori si sono accorti che un giurato aveva dato il massimo dei voti alla Mussi e il minimo a tutte le altre. Dopo un veloce consulto con&amp;nbsp; l'ufficio legale del concorso, l'organizzazione ha deciso di procedere ad una nuova votazione fra la Mussi e la seconda classificata, Cecilia Anfossi (18 anni di Sanremo, che aveva ottenuto il punteggio di 87 voti): ed è stata proprio la diciottenne che si è aggiudicata la fascia di Miss Liguria. A questo punto è esplosa la rabbia dei familiari dell'istruttrice di tennis che si sono scontrati con i fans della Anfossi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://geniuscomunication.myblog.it/media/00/01/3146633641.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-2095155&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://geniuscomunication.myblog.it/media/00/01/576405435.jpg&quot; alt=&quot;miss-liguria-si-chiude-in-rissa-un-giurato-quottruccaquot-il-verdetto.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Attraversa lo stretto di Bering nuotando senza braccia e gambe</title>
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<updated>2012-08-19T10:08:53+02:00</updated>
<published>2012-08-19T10:08:53+02:00</published>
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<summary>  È riuscito nella sua impresa Philippe Croizon, 44 anni, il nuotatore...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;È riuscito nella sua impresa Philippe Croizon, 44 anni, il nuotatore francese senza braccia e gambe: ha nuotato nello stretto di Bering, tra l'America e l'Asia. L'impresa di attraversare il lembo di mare tra l'isola della Piccola Diomede, che si trova in Alaska, e quella della Grande Diomdede, in Russia è l'ultima di un progetto che prevedeva di nuotare fra i cinque continenti. Philippe Croizon è stato accompagnato dal nuotatore&amp;nbsp; Arnaud Chassery ed ha dichiarato di essere riuscito ad attraversare il mondo, nonostante il grave handicap di cui soffre, per dimostrare &quot;l'uguaglianza e la fraternità fra tutti gli uomini validi e invalidi&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Il nuotatore francese aveva dovuto aspettare per più di quattro giorni, a causa del maltempo, prima di poter iniziare a nuotare. Sulla zona si è infatti abbattuto un uragano e i due sono potuti partire solo sabato all'una di notte (ora italiana) affrontando un mare che registrava la temperatura di 4°C.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://geniuscomunication.myblog.it/media/01/01/93024544.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-2095132&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://geniuscomunication.myblog.it/media/01/01/1192005774.jpg&quot; alt=&quot;youfeed-attraversa-a-nuoto-stretto-di-bering-senza-gambe-e-braccia.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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